Il Circuito
Atotus nasce da un’idea molto semplice: creare connessioni capaci di generare valore da risorse già esistenti.
Per farlo abbiamo creato un circuito che mette in relazione materiali, persone, realtà diverse e tecnologia per attivare nuove possibilità all’interno della filiera e sul territorio.
Siamo partiti dall’economia circolare applicata al mondo della moda, coinvolgendo il consumatore finale e la filiera tessile, ma negli anni il sistema si è ampliato attraverso servizi, collaborazioni e progetti che oggi trovano applicazione sia nel mondo B2C che B2B.,
Come funziona il circuito
Nel circuito Atotus materiali, persone, e progetti si intrecciano continuamente.
A volte tutto parte da un materiale da recuperare. Altre da un progetto, da un’esigenza o da una collaborazione che cerca il modo giusto per prendere forma.
È proprio da queste connessioni che il circuito si attiva.
Materiali
I materiali rappresentano uno dei punti da cui il sistema può iniziare a prendere forma.
I capi e tessuti recuperati e i deadstock diventano nuove risorse all’interno dell’ecosistema, grazie ai suoi attori, e rimesse in circolo attraverso riciclo, upcycling o riuso.
Persone
Il circuito esiste grazie alle persone che scelgono la sostenibilità nelle proprie scelte e lo attivano ogni giorno.
Ogni persona contribuisce al circuito attraverso i propri capi e materiali che sceglie di rimettere in circolo, le scelte di acquisto consapevole e la partecipazione a formazione e attivazione sui temi dell’economia circolare e della sostenibilità applicata alla vita di tutti i giorni.
Progetti
Dall’incontro tra realtà e progetti diversi nascono connessioni che si trasformano in nuove modalità di sostenibilità applicata.
Aziende, scuole, designer, artigiani, enti e territorio contribuiscono alla costruzione di nuove connessioni in grado di dar valore a risorse già esistenti e a competenze diverse perseguendo obiettivi condivisi.
La T.I.P.
La T.I.P. nasce all’interno del circuito Atotus come strumento per incentivare gli scambi e tracciare e valorizzare le azioni che avvengono nell’ecosistema.
T.I.P. è l’acronimo di Together is Possible, perché si genera e circola solo se si lavora insieme, dando valore concreto alle connessioni.
Una T.I.P. corrisponde a 1 euro e il sistema funziona come una camera di compensazione multilaterale. Le T.I.P.s si generano attraverso il recupero di materiali, in base a peso e tipologia, e si trasformano in valuta per l’acquisto di prodotti circolari e sostenibili.
Una moneta digitale che gira attraverso tutta la filiera, fino al consumatore finale, generando un risparmio netto per ogni attore del circuito.
Ma la T.I.P. non nasce soltanto per incentivare il recupero tessile. Fin dall’inizio l’abbiamo immaginata come uno strumento capace di rendere le azioni positive sempre più visibili, misurabili e partecipate. Un sistema di tracciamento dell’impatto di ogni persona o realtà coinvolta.
L’ecosistema Atotus
Il circuito prende forma attraverso realtà che, in modi diversi, contribuiscono alla crescita e all’attivazione dell’ecosistema.
Industrie tessili, brand di moda, designer, scuole, artigiani ed enti entrano nel circuito attraverso relazioni costruite nel tempo, collaborazioni e obiettivi condivisi.
Nel tempo abbiamo costruito una rete composta prevalentemente da realtà italiane accomunate dall’attenzione verso sostenibilità ambientale, sociale ed economica, oltre che verso la valorizzazione del territorio e della filiera.
Le realtà che fanno parte dell’ecosistema vengono selezionate sulla base di criteri legati a qualità, sostenibilità, impatto e coerenza con i valori del progetto.
Per questo gli attori del circuito non sono semplici fornitori o collaboratori, ma parti attive di una rete che mette in relazione competenze, materiali e sostenibilità applicata.
Ed è proprio dalla qualità di queste connessioni che il circuito continua a crescere.
Entrare nel Circuito
Atotus continua a evolversi attraverso nuove connessioni, collaborazioni e possibilità di attivazione.
Entrare nel circuito non significa semplicemente aderire a una rete, ma contribuire allo sviluppo di un ecosistema costruito su valori condivisi, sostenibilità applicata e relazioni di qualità.
Ogni realtà viene conosciuta attraverso un confronto iniziale che ci permette di valutarne visione, compatibilità e possibilità di attivazione all’interno del sistema.